Rospo
Roberto Baggio, il numero 10

Roberto BaggioHo voluto creare una sezione del blog apposta per il più grande calciatore di tutti i tempi: Roberto Baggio.

Roberto è un grande, come calciatore e come uomo. Ambasciatore di buona volontà della FAO, gira il mondo per promuovere questa grande organizzazione che combatte la fame nel mondo.

Roberto ha rappresentato la fantasia del calcio, il lavoro in silenzio, senza una parola fuori posto, sempre nel rispetto delle regole, anche di quelle troppo severe che, altri attori di questo gioco, gli hanno a volte imposto. Roberto è talento, ma non tutti lo hanno capito.

Di Roberto si è detto tanto: Platini lo definì un “nove e mezzo”, Mazzone (uno dei migliori tecnici che il calcio ha avuto la fortuna di avere) ha detto che senza i problemi alle ginocchia, sarebbe stato il numero 1. Lo hanno chiamato “coniglio bagnato” ma anche “divin codino“.

Lo hanno insultato quando, appena passato dalla Fiorentina alla Juventus, non tirò il famoso calcio di rigore.

Lo hanno martirizzato quando quel maledetto pallone finì in cielo, nella giornata bollente di Pasadena.

Ma Roberto è sopravvissuto. Roberto ha risposto a tono a tutti. Non a voce però, badate bene. Con i piedi. A suo modo.

In carriera ha vinto troppo poco, in relazione al suo calibro: 2 scudetti (Juve e Milan), 1 coppa Italia (Juve) , 1 coppa UEFA (Juve). E’ stato inoltre insignito del Pallone d’Oro nel 1993, del Fifa World Player nello stesso anno, del Premio Scirea alla carriera nel 2001. Oltre tanti altri premi che non riporto.

Ricordo ancora quando, da piccolo, la domenica mi attaccavo alla radio, Novantesimo minuto, e ascoltavo le sue prodezze. Avevo anche un adesivo, di quelli usciti da Juve Squadra Mia, con su scritto “All’arremBaggio”. Lo adoravo. Ho ancora una sua foto in maglia bianconera (uno dei miei sogni sarebbe farmela firmare… magari un giorno…), in un quadretto appeso in camera mia, con vicino una copia della sua fascia di capitano, quella blu, gialla e rossa.

Da quando non gioca più, il calcio non ha più lo stesso sapore. Proprio come dice Cremonini in quella famosa canzone…

Grazie Roberto per il tuo calcio.