Leggo stamattina su Repubblica di un’intervista a Gianluca Pessotto, dove racconta “il mio viaggio nel dolore” .
La frase che più mi ha colpito è stata questa: “Anche perché non avevo e non ho ricordi del volo, anzi di nessun momento di quella giornata, però il dolore che provavo prima, nell’anima, quello sì lo ricordo e lo ricordavo alla perfezione. Un buio tremendo, senza speranza. La solitudine più profonda che si possa immaginare”.
Una sensazione orribile, mi fa accapponare la pelle…
L’intervista completa è a questo link.
Lascio con due immagini relative a Pessottino…

 
Vai Gianluca, sei un grande…
